Pascol e ambiente

È la verità, è un dato di fatto, il sovrappopolamento sta determinando una produzione eccessiva e non sostenibile non solo di carne, ma di cibo in generale. Il dibattito sugli allevamenti da carne, in particolare, è all’ordine del giorno.
La nostra soluzione è semplice: Consumiamone di meno, ma più sana!

Perché sosteniamo che l’allevamento estensivo al pascolo benefici l’ambiente?

  • Concimazione spontanea del terreno che viene arricchito di preziosi nutrienti, favorendo lo sviluppo della flora e contrastando l’erosione del suolo;92
  • Riduzione dell’incidenza di malattie per i bovini alimentati prevalentemente ad erba e fieno, con conseguente riduzione sostanziale nella somministrazione di antibiotici e altri farmaci;93
  • Riduzione dei costi per la somministrazione di antibiotici e farmaci;
  • Rispetto ai bovini alimentati principalmente con mangimi e cereali, riduzione sostanziale dell’accumulo di tessuti grassi nei bovini alimentati prevalentemente ad erba e fieno, tessuti che poi vengono scartati in fase di macellazione e sono soggetti a problemi di smaltimento;94
  • Riduzione nella superficie di terreno necessaria per la coltivazione di cereali destinata all’alimentazione dei bovini, con conseguenti riduzione nell’uso di pesticidi e prodotti chimici per permettere la crescita di piante in regime di monocultura e riduzione dell’erosione del suolo;
  • Riduzione dei costi per la coltivazione di cereali e per l’utilizzo di pesticidi e prodotti chimici;
  • Riduzione dell’inquinamento delle falde acquifere dovuto all’utilizzo di pesticidi e altri prodotti chimici in agricoltura;
  • Riduzione nella produzione di metano, potente gas ad effetto serra, per i bovini alimentati prevalentemente ad erba e fieno rispetto ai bovini alimentati con cereali e mangimi;95
  • Aumento della qualità della vita per i soggetti che consumano carne di qualità elevata: “L’alimentazione dell’animale, basata sullo sfruttamento del pascolo, concorre ad incrementare, infatti, il contenuto sia di sostanze antiossidanti come α- tocoferolo, luteina e β-carotene, che migliorano la qualità della carne (colore, sapore, struttura, valore nutrizionale), riducono l’ossidazione dei lipidi ed allungano la shelf lifedel prodotto, sia diacidi grassi polinsaturi (PUFA) della serie ω3 e ω6, dell’isomero C18:2 cis9 trans11 dei CLA (Acido Linoleico Coniugato). Questi acidi grassi hanno un elevato valore nutraceutico in quanto contribuiscono a migliorare il sistema immunitario, esplicano attività antiaterosclerotica, anticarcinogenica e immunomodulante”.96
  • Benefici sociali per i piccoli allevatori a cui viene riconosciuto l’importante lavoro svolto e che vengono valorizzati in termini economici;
  • Benefici per gli animali a cui viene garantita una vita degna di essere vissuta;
  • Ulteriori benefici sistemici derivanti dai punti precedenti.
Fonti:
92 Cfr: P. Hawken, A. Lovins, L. H. Lovins – Capitalismo Naturale – 2011
9393 Cfr: D. A. Lashof, D. Tirpak – Policy Options for Stabilizing Global Climate – Report to U.S. Congress – EPA – 1989
9494 Cfr: W. D. Browning – Steaks and Mistakes: A Study of U.S. Beef Production – Rocky Mountain Institute – document interno – 1987
9695 Cfr: D. A. Lashof, D. Tirpak – Policy Options for Stabilizing Global Climate – Report to U.S. Congress – EPA – 1989
9696 Cit: Belury – Dietary conjugated linoleic acid in health: physiological effects and mechanisms of action – Department of Molecular Medicine, Northwest Hospital, USA – 2002 – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12055356