ALLEVAMENTO ESTENSIVO: I BENEFICI PER L’AMBIENTE

L’allevamento dei capi allo stato semi-brado, cioè alternando periodi di pascolo durante le stagioni calde a periodi in stalla quando temperatura e mancanza di erba non lo permettono, è definito allevamento di tipo estensivo.

Questa tipologia di allevamento differisce sostanzialmente da quella invece praticata oggi in via prevalente in Europa, ossia l’allevamento intensivo.

Nell’allevamento di tipo intensivo i capi vengono allevati in stalle o box, nei quali trascorrono interamente la loro vita, senza avere mai la possibilità di uscire.

Questi bovini sono alimentati prevalentemente con mangimi e cereali; il fieno somministrato è pochissimo, indicativamente un 15% sul totale dell’alimentazione, per garantire il funzionamento del rumine del bovino.

I mangimi per i bovini sono solitamente composti da più cereali concentrati ed arricchiti di vitamine, minerali ed altri integratori. La logica è quella dell’utilizzo dello spazio dei campi e dei prati per la coltivazione di questi cereali e la non utilizzazione dello spazio per l’allevamento dei capi, che come detto in precedenza sono allevati nelle stalle.

L’allevamento intensivo è economicamente vantaggioso e permette di usufruire delle economie di scala. C’è un abbattimento dei costi logistici dovuti allo spostamento degli animali, ma soprattutto, grazie alla tipologia di alimentazione somministrata, permette di avere dei tempi di accrescimento dei capi molto superiori rispetto a quanto avverrebbe con alimentazione fisiologica prevalentemente ad erba e fieno. Più carne in meno tempo.

Le logiche dell’allevamento estensivo sono totalmente diverse. Al posto di utilizzare lo spazio dei campi e dei prati per coltivare cereali poi somministrati ai bovini in stalla, lo si utilizza facendoci pascolare direttamente i bovini. In un’ottica di profitto di breve periodo sicuramente ciò è svantaggioso, ma considerando un periodo di lungo termine, considerati tutti i benefici apportati in un’ottica sistema, si evince come l’allevamento estensivo sia più vantaggioso in senso lato; qui elencati alcuni dei benefici generati:

  • Concimazione spontanea del terreno che viene arricchito di preziosi nutrienti, favorendo lo sviluppo della flora e contrastando l’erosione del suolo;92
  • Riduzione dell’incidenza di malattie per i bovini alimentati prevalentemente ad erba e fieno, con conseguente riduzione sostanziale nella somministrazione di antibiotici e altri farmaci;93
  • Riduzione dei costi per la somministrazione di antibiotici e farmaci;
  • Rispetto ai bovini alimentati principalmente con mangimi e cereali, riduzione sostanziale dell’accumulo di tessuti grassi nei bovini alimentati prevalentemente ad erba e fieno, tessuti che poi vengono scartati in fase di macellazione e sono soggetti a problemi di smaltimento;94
  • Riduzione nella superficie di terreno necessaria per la coltivazione di cereali destinata all’alimentazione dei bovini, con conseguenti riduzione nell’uso di pesticidi e prodotti chimici per permettere la crescita di piante in regime di monocultura e riduzione dell’erosione del suolo;
  • Riduzione dei costi per la coltivazione di cereali e per l’utilizzo di pesticidi e prodotti chimici;
  • Riduzione dell’inquinamento delle falde acquifere dovuto all’utilizzo di pesticidi e altri prodotti chimici in agricoltura;
  • Riduzione nella produzione di metano, potente gas ad effetto serra, per i bovini alimentati prevalentemente ad erba e fieno rispetto ai bovini alimentati con cereali e mangimi;95
  • Aumento della qualità della vita per i soggetti che consumano carne di qualità elevata: “L’alimentazione dell’animale, basata sullo sfruttamento del pascolo, concorre ad incrementare, infatti, il contenuto sia di sostanze antiossidanti come α- tocoferolo, luteina e β-carotene, che migliorano la qualità della carne (colore, sapore, struttura, valore nutrizionale), riducono l’ossidazione dei lipidi ed allungano la shelf lifedel prodotto, sia diacidi grassi polinsaturi (PUFA) della serie ω3 e ω6, dell’isomero C18:2 cis9 trans11 dei CLA (Acido Linoleico Coniugato). Questi acidi grassi hanno un elevato valore nutraceutico in quanto contribuiscono a migliorare il sistema immunitario, esplicano attività antiaterosclerotica, anticarcinogenica e immunomodulante”.96
  • Benefici sociali per i piccoli allevatori a cui viene riconosciuto l’importante lavoro svolto e che vengono valorizzati in termini economici;
  • Benefici per gli animali a cui viene garantita una vita degna di essere vissuta;
  • Ulteriori benefici sistemici derivanti dai punti precedenti.


 Fonti: 

92 Cfr: P. Hawken, A. Lovins, L. H. Lovins – Capitalismo Naturale – 2011 

93 Cfr: D. A. Lashof, D. Tirpak – Policy Options for Stabilizing Global Climate – Report to U.S. Congress – EPA – 1989 

94 Cfr: W. D. Browning – Steaks and Mistakes: A Study of U.S. Beef Production – Rocky Mountain Institute – document interno – 1987 

95 Cfr: D. A. Lashof, D. Tirpak – Policy Options for Stabilizing Global Climate – Report to U.S. Congress – EPA – 1989 

96 Cit: Belury – Dietary conjugated linoleic acid in health: physiological effects and mechanisms of action – Department of Molecular Medicine, Northwest Hospital, USA – 2002 – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12055356