ALIMENTAZIONE E SOSTENIBILITÀ, QUAL È IL NESSO?

La sostenibilità è un tema sempre più caldo e sentito, per 3 italiani su 4 italiani la è una questione di stile di vita. La preoccupazione per gli eventi catastrofici che stanno avvenendo a livello ambientale, come la perdita della biodiversità o il continuo aumento dei livelli di inquinamento, è una preoccupazione seconda solo alla disoccupazione e molto più diffusa rispetto ad altre tematiche come terrorismo, immigrazione o incertezza politica. Questo il risultati dell’indagine Chi ha paura del cibo cattivo? Gli italiani e la sostenibilità, promossa da Bologna Award – Caab, Centro Agroalimentare con Fondazione Fico, Fondazione Enpam e Unitec realizzata da Nomisma.

I primi due concetti che gli italiani collegano alla parola sostenibilità quando si parla di cibo e acquisti alimentari sono “salvaguardia dell’ambiente” e “tutela della salute”.

Queste due dimensioni vanno di pari passo, sono due facce della stessa medaglia; generalizzando si può infatti affermare che un cibo prodotto secondo metodologie sostenibili è salutare, e un cibo salutare è prodotto in modo sostenibile.

Questo dovuto all’incredibile complessità dell’ecosistema e del corpo umano, che solo vivendo coerentemente ed in armonia possono prosperare. Ma secondo gli italiani quali sono le caratteristiche che deve avere un cibo per essere considerato sostenibile? Le risposte all’indagine sono diverse: per il 18% la sostenibilità equivale alla produzione biologica, un altro 18% considera il cibo sostenibile solo se acquistato direttamente dal produttore, mentre per il 15% è tutta questione di packaging che deve essere riciclabile o biodegradabile. Solo il 12% prende in considerazione un equo compenso per il produttore; il 10% la tutela dei diritti dei lavoratori, il 7% il basso impatto della risorsa idrica. A parte la certificazione biologica che abbiamo deciso di non imporre ai nostri allevatori, in quanto costosa e legata a troppi aspetti burocratici poco concreti, (ne parleremo sicuramente in un articolo successivo) in Pascol diamo primaria importanza a tutti questi aspetti. Il disciplinare di allevamento imposto agli allevatori garantisce infatti capi allevati in modo estensivo, i quali pascolano liberamente durante la stagione calda, garantendo elevatissimi livelli di benessere animale. I nostri clienti acquistano praticamente direttamente dal produttore, il quale viene remunerato indicativamente il 20% in più rispetto alla media di mercato, per valorizzare il suo duro e importante lavoro svolto nel rispetto della natura. Il packaging che utilizziamo sfrutta le più recenti tecnologie ed ha il minor impatto ambientale possibile al momento. Insomma, il nesso tra sostenibilità e alimentazione è il buon senso e la capacità di costruire realtà e situazioni che portino vantaggio e benessere a tutti.